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Circa 250 anni fa si  stabilisce a Samperi una famiglia molto povera e di incerta provenienza (forse “da Milazzo”).

Ancor più  povera  la terra di Samperi, con le tipiche “sciare” brulle, tufacee e punteggiate  dalle palmette nane, dal timo, dalle  agavi.

In una minuscola cava, una piccola fornace trasforma in calce il tufo.

Una antica Torre di avvistamento caratterizza la zona: nascono  piccole case rurali , agglomerato  di  generazioni che iniziano a dedicarsi all’agricoltura.

E  poi l’acqua,  la scoperta a metà dell’Ottocento di una  enorme falda  a  pochi metri di profondità, risorsa  preziosa per le viti, gli ulivi, le arance, i limoni.

E la grande guerra da volontari sul Carso; e la grande crisi del ’29.

E l’urbanizzazione; la scolarità; la crescita economica; le prime lauree e poi gli incarichi prestigiosi anche fuori dall’amata Sicilia, sempre più lontani dalla natia Samperi.

E  poi…

..Giuseppe Milazzo nella vita fa il gastroenterologo. Da qualche anno si è messo in testa di recuperare casolari e magazzini dell’azienda agricola di famiglia... "Questa è la mia casa d’infanzia, venivo qui da bambino con i nonni. E’ stata abbandonata per 20 anni e si era trasformata in una porcilaia. Mi faceva soffrire. Quando ho deciso di recuperarla...". 

Oggi Samperi è una sorta di agriturismo immerso nel verde fra vigneti ed uliveti, incastonato nelle tipiche “sciare”, composto da diversi casolari ristrutturati in modo rispettoso delle strutture rurali originarie. Gente Viaggi, Ottobre 2002